VOLONTARJA 2020/2021

I dati sono questi:

 incontri con personalità impegnate nel mondo della cittadinanza attiva (Giovanni Moro), un talk show sul tema del dono con alcuni protagonisti a livello nazionale e locale nel mondo del Terzo Settore ( TVRS e Zamagni), un confronto ad alto livello sul tema del volontariato e del suo ruolo con la voce storica Prof. Zamagni e con una voce del mondo cattolico di grande sensibilità come l’arcivescovo di Bologna S.E. Zuppi.

E poi i dati delle attività a scuola (10 in condotta): 31 ore di laboratorio, 230 studenti coinvolti, associazioni, altrettanti docenti di diverse discipline, tre esperti che in varie occasioni hanno affrontato la sfida di un approccio pedagogico in pandemia entrando in classe ma non in presenza.

Volontarja 2020/2021 è stata un percorso ad ostacoli, quando per ostacoli si intende tutta la lunga serie di impedimenti dovuti alla emergenza Covid 19, che soprattutto ha colpito la scuola impedendo le relazioni in presenza.

Questo ci ha spinto verso la ricerca di una modalità nuova, adeguandosi alla realtà che veniva modificata passo passo dai vari decreti, ma soprattutto inventando un approccio sperimentale, a partire proprio dagli effetti che la pandemia ha sviluppato a scuola, tra gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

CHE COSA E’ STATO FATTO

Riunioni e confronti tra gli esperti e i docenti e il Coordinamento per verificare e mettere a punto gli obiettivi ed anche per creare un linguaggio comune e condiviso per capirsi meglio.

Una relazione intensa e dialettica con i consiglieri delegati dal Comune di Jesi, Cioncolini e Baleani, attraverso cui individuare le migliori modalità per parlare alla scuola ed al mondo del volontariato.

La produzione di materiali di riflessione  da consegnare alle scuole, con la vivace, motivata, qualificata e necessaria mediazione dei docenti, definiti ormai dalla esperienza come i migliori alleati del progetto.

Uno stretto contatto con le associazioni che hanno aderito e che si sono rese disponibili a partecipare agli incontri: i quali non erano certo normale attività di presentazione del “biglietto da visita” ma complesso lavoro di coinvolgimento reciproco. Le associazioni si sono messe in gioco perché questo era il terreno di gioco su cui si giocava appunto la partita dell’incontro con i giovani.

Una elaborazione continua, un continuo processo ininterrotto per trovare le strategie migliori in cui il laboratorio a scuola – con le difficoltà del lavoro in streaming davanti al computer – doveva condurre in porto la sfida dell’incontro tra generazioni, aspettative, competenze diverse.

I    RISULTATI

Il primo, esaltante, è che nonostante la pandemia, Volontarja ha saputo re-inventare se stessa. Il rischio della palude del “adesso non si può, adesso conviene rimandare” è stato affrontato e risolto nel modo che è risultato vincente: mettiamoci a pensare insieme, diventiamo pensiero pensante, ciascuno portando la propria sensibilità e la propria competenza. Non abbiamo avuto paura di mettere a nudo anche i nostri inevitabili limiti (culturali, organizzativi, etc.).

Il secondo – non per ordine di importanza – è stato quello di avere intuito la importanza del corpo docente come elemento trainante, fondamentale, quando si vuol attivare processi di pedagogia del volontariato. Quei docenti – sembrano pochi ma sono molti se pensiamo che questo era l’anno zero con la pandemia in atto – sono stati catalizzatori efficientissimi, portatori sani del bisogno forte di una scuola che, con il Covid 19, vuole riannodare i fili con la società reale, con il mondo di chi tocca altri bisogni.

Il terzo risultato è stato eclatante: le associazioni che hanno aderito hanno scoperto un mondo nuovo, quello della relazione con le nuove generazioni abitando gli stessi spazi, le stesse paure, le stesse perplessità, le stesse incertezze. Hanno scoperto che è possibile parlare a se stesse parlando con i giovani e che la distanza generazionale in realtà è molto minore della distanza delle sensibilità, del mancato linguaggio comune, della volontà di condividere obiettivi.

Il quarto risultato è quello di aver capito con chiarezza che Volontarja è un progetto in corso, ininterrotto, che non può sostare nel guado delle incertezze istituzionali: il sindaco e il presidente dell’Asp lo hanno ribadito in conferenza stampa, aderendo allo stimolo emerso con forza: non fermiamoci ma investiamo risorse finanziarie ed umane fin da ora. Il futuro, il domani è già qui e Volontarja 2021 è già quella del 2022, per come e per quanto si è seminato.

Il risultato finale è che già sono stati gettati i semi per la prossima edizione.

Dopo la pausa estiva il Coordinamento sarà chiamato a verificarne la validità, a metterli a dimora, concimarli, farli crescere e farli fruttificare.

Le associazioni saranno ancora le protagoniste. Il mondo della formazione con essa. Le istituzioni (ovvero la comunità nelle sue espressioni più organizzate) saranno chiamate e coinvolte per contribuire al raggiungimento delle finalità che si vorranno delineare. Insieme, diventando sempre più comunità.